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Nuovo DPCM contenente misure straordinarie in vigore fino al 24 novembre

In questi mesi non abbiamo mai interrotto le attività di informazione e formazione di lavoratori ed organizzazioni aziendali, cercando di sensibilizzare tutti in merito all’importanza di attuare il distanziamento, le misure igieniche, il corretto utilizzo delle mascherine, proprio perché non siamo  ancora usciti dalla “fase 2”. La recente impennata dei contagi, la cosiddetta “seconda ondata”, ci conferma purtroppo che ci troviamo oggi più che mai nella “fase di convivenza” con il Virus Sars-Cov-2.

Con il DPCM 24 ottobre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 265, sono state introdotte delle nuove disposizioni urgenti applicabili dal 26 ottobre 2020 al 24 novembre 2020. Hanno fatto scalpore le forti restrizioni introdotte per limitare le occasioni di aggregazione in riferimento alle attività considerate “non essenziali” quali, centri commerciali, bar e ristoranti, palestre e teatri, disponendone la chiusura o limitandone fortemente gli orari di apertura.

Per tutte le aziende, in ogni caso, durante lo svolgimento della loro attività è necessario tener conto di quanto indicato nell’Articolo 1, comma 3, lettera ll) del nuovo DPCM, che recita:

 

ll) in ordine alle attività professionali si raccomanda che:

  1. esse siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, ove possano essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  2. siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  3. siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, fermo restando l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie previsti da normativa, protocolli e linee guida vigenti;
  4. siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;

 

Trattasi di “raccomandazioni” in quanto tali indicazioni erano in sostanza già contenute in provvedimenti già in vigore, con particolare riferimento al Protocollo Condiviso tra Governo e Parti Sociali del 24 aprile 2020.

E’ pertanto necessario non abbassare la guardia e che le organizzazioni aziendali continuino a promuovere i comportamenti virtuosi facendo quanto possibile per attuare i propri protocolli allo scopo di declinare nell’ambito della propria realtà aziendale delle efficaci misure che consentano di:

  • Evitare gli assembramenti mettendo in atto misure straordinarie per garantire il distanziamento sociale;
  • Ridurre il personale presente sul posto di lavoro anche facendo ricorso al lavoro a distanza dal proprio domicilio ove possibile;
  • Promuovere l’utilizzo delle ferie e dei congedi retribuiti;
  • Esigere il rispetto dei protocolli aziendali anti-contagio;
  • Promuovere ed esigere l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale;
  • Attuare delle efficaci misure igieniche e sanificazioni.

Si ricorda che trattasi di obblighi sanzionabili penalmente per tutti i soggetti della sicurezza. E’ pertanto necessario esigere la concreta attuazione delle misure anti-contagio, promuovendo dei controlli rispetto all’attuazione dei protocolli aziendali. Eventualmente la direzione aziendale sarà tenuta a mettere in atto dei richiami nonché dei formali provvedimenti disciplinari rivolti agli eventuali lavoratori inadempienti.

Riapertura delle attività commerciali con cautela

Con la firma del DPCM 17 maggio 2020 il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha decretato la fine del “lockdown” dando il via alla riapertura delle attività commerciali su tutto il territorio nazionale a partire dal 18 maggio. Il decreto ha stabilito le linee di indirizzo all’interno delle quali le regioni potranno emanare appositi decreti od ordinanze disciplinando in modo più o meno restrittivo le modalità di svolgimento delle varie attività. A tal proposito, sempre il 17 maggio, il presidente Attilio Fontana ha conseguentemente firmato l’Ordinanza n. 547 integrando le misure approvate dal DPCM del 17 maggio 2020. Le disposizioni riportate nell’Ordinanza di Regione Lombardia avranno validità fino al 31 maggio 2020. Le attività interessate dovranno pertanto dotarsi di protocolli anticontagio nel rispetto dell’ordinanza regionale mettendo in atto tutte le opportune indicazioni per evitare i contagi.


Download:

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020

 

Ordinanza della Regione Lombardia n. 547 del 18 maggio 2020

 


Credits: Foto di Free-Photos da Pixabay

Obbligatorio il controllo della temperatura corporea dei lavoratori in Lombardia

Si informa che con Ordinanza Regionale n. 546 del 13 maggio vengono introdotte in Lombardia delle prescrizioni maggiormente restrittive rispetto a quelle nazionali.
In sostanza a partire dal 18 maggio in Lombardia diventa obbligatorio sottoporre il personale al controllo della temperatura corporea prima dell’accesso al luogo di lavoro.
Il controllo della temperatura dovrà essere effettuato anche quando, durante l’attività, il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione respiratoria tipici del Covid–19 (tosse, raffreddore, congiuntivite).
Se la temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso o la permanenza nei luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione devono essere momentaneamente isolate e non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede.
Il datore di lavoro dovrà comunicare tempestivamente tale circostanza all’ATS territorialmente competente la quale fornirà le opportune indicazioni cui la persona interessata dovrà attenersi.

La stessa Ordinanza raccomanda fortemente di:

  • rilevare la temperatura dei clienti/utenti, prima dell’accesso al luogo di lavoro. Con temperatura superiore a 37,5°, non sarà consentito l’accesso e la persona dovrà contattare il proprio medico curante;
  • scaricare e utilizzare l’app “AllertaLom”. Il questionario “CercaCovid” inserito nell’app deve essere compilato quotidianamente da parte del datore di lavoro e da tutto il personale.

Aggiornamento del 31/07/2020:

Con Ordinanza Regionale n. 590 del 31 luglio 2020 Regione Lombardia ha prorogato l’obbligatorietà del controllo della temperatura in ingresso ai luoghi di lavoro fino al 10 settembre 2020.


Download:

Ordinanza della Regione Lombardia n. 546 del 13 maggio 2020