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Protocollo Condiviso per il contenimento del Covid-19 nei cantieri edili

In seguito all’emanazione del “Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo 2020, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 19 marzo ha elaborato un protocollo specifico contenente delle linee guida applicabili ai cantieri ANAS e RFI.

Il documento è stato condiviso con Anas, RFI, ANCE, Feneal Uil, Filca – CISL e Fillea CGIL e può essere preso come riferimento in quanto contenente delle indicazioni specifiche per il settore dell’edilizia.

L’applicazione delle disposizioni contenute nei protocolli di sicurezza consente il proseguimento delle attività lavorative garantendo la salute e sicurezza dei lavoratori.

Il documento è scaricabile qui.


Evita le “fake news”: Consulta il sito del Ministero della Salute

Utilizzo delle mascherine sul luogo di lavoro durante l’emergenza Covid-19

Rispettare rigorosamente la distanza di sicurezza come principale misura di contenimento

In assenza della possibilità di mantenere la distanza è raccomandato l’uso della mascherina

Dobbiamo considerarci tutti potenzialmente infetti e indossare tutti la mascherina per proteggere gli altri

E’ raccomandata la mascherina chirurgica o il facciale filtrante senza valvola di espirazione

E’ raccomandato l’uso delle mascherine durante il lavoro in ambienti frequentati in comune con altri lavoratori


Il rigoroso rispetto della distanza di sicurezza di un metro deve essere considerata la principale misura di contenimento. Dove non è possibile garantire il mantenimento della distanza di sicurezza si raccomanda l’uso della mascherina. E’ bene però chiarire che le mascherine devono essere usate con attenzione. Chi ad esempio utilizza una mascherina per ridurre la diffusione del coronavirus deve sapere non solo come indossarla, ma anche come toglierla e smaltirla in modo corretto. Un uso indisciplinato potrebbe essere una fonte di infezione per via dei germi che possono depositarsi sulla sua superficie.

Vediamo quali sono le tipologie dei Dispositivi di protezione individuale (Dpi) respiratori che possono essere utilizzati da parte degli operatori a rischio durante l’evento epidemico.

MASCHERINA “CHIRURGICA”

La mascherina chirurgica limita la diffusione nell’ambiente di particelle potenzialmente infettanti da parte di individui infetti o potenzialmente infetti. Deve essere sicuramente indossata da persone contagiate o da chi presenta sintomi influenzali quali febbre, tosse, difficoltà respiratorie. E’ opportuno che la indossi anche chi presenta sintomi del raffreddore in quanto rappresenta una barriera efficace arrestando le goccioline (droplet) in caso di starnuti. Nell’attuale situazione in cui dobbiamo considerarci tutti potenzialmente infetti, l’utilizzo della mascherina chirurgica è comunque consigliabile per tutti.

Il facciale si tale mascherina è costituito da un rettangolo filtrante posizionato a protezione di bocca e naso, fissato al viso per mezzo di una coppia di lacci o elastici che passano dietro alle orecchie o dietro la testa e la nuca. La mascherina chirurgica è un Dispositivo Medico, non è un Dispositivo di Protezione Individuale. Tuttavia viene considerata utile per ridurre il rischio di contagio per effetto “droplet” facendo da barriera alle famigerate “goccioline”. A tal proposito si precisa che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha consentito il ricorso alle mascherine chirurgiche quale dispositivo di protezione idoneo per la protezione dal Covid-19 (art. 34 comma 3 del Decreto Legge n. 9 del 02/03/2020). Le maschere chirurgiche sono Dispositivi Medici che normalmente devono essere prodotte in conformità alla norma UNI EN 14683:1989 la quale stabilisce caratteristiche, requisiti e metodi di prova che devono essere applicati ai dispositivi per l’immissione sul mercato. 


Mascherine prodotte in deroga alla norma generale

Nell’attuale situazione di emergenza è possibile produrre ed utilizzare mascherine prodotte in deroga alla norma generale senza quindi la necessità di alcuna dichiarazione di conformità alle norme UNI applicabili o marcatura CE. Per l’utilizzo di queste mascherine come dispositivi medici, e quindi in ambito ospedaliero, sanitario o assistenziale, è necessario che il produttore abbia ottenuto una autorizzazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità ai sensi dell’art. 15 comma 2 del D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 “Cura Italia”.

 


Mascherine per l’utilizzo da parte della popolazione ed in ambiente di lavoro

Per l’utilizzo da parte della popolazione in generale e quindi anche sul luogo di lavoro, in attuazione alle misure straordinarie di contenimento del Covid-19, queste mascherine devono garantire la sola funzione “contenitiva” e possono quindi essere fornite senza autorizzazione dell’Istituto Superiore della Sanità. In questo caso possono essere accompagnate da una semplice Dichiarazione di Conformità resa dal produttore, in riferimento all’art. 16 comma 2 del Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 “Cura Italia”, il quale deve garantire semplicemente la sicurezza del prodotto indicando ad esempio che i materiali non sono irritanti o nocivi per la salute, non sono altamente infiammabili, ecc.

Deve essere chiaro che queste ultime mascherine, non certificate e non validate dall’ISS, non possono essere utilizzate in ambiente ospedaliero o assistenziale in quanto non hanno i requisiti tecnici dei dispositivi medici e dei dispositivi di protezione individuale.

A giudizio di chi scrive è pertanto sconsigliabile l’utilizzo di questi prodotti non certificati e non autorizzati anche in quei brevi momenti in cui, durante il lavoro, sia necessario ridurre la distanza interpersonale a meno di un metro.

 

Link a un chiarimento sul sito INAIL

Link a un chiarimento sul sito del Ministero della Salute

 



MASCHERINA “FACCIALE FILTRANTE”

I facciali filtranti sono Dispositivi di Protezione Individuale che devono essere certificati e marcati CE in quanto prodotti in conformità alla norma UNI EN 149:2009, realizzati con tessuto filtrante tipicamente di forma a “coppa”, in grado di filtrare l’aria inalata ed arrestare le particelle ambientali. Il dispositivo viene posizionato a protezione di bocca e naso, fissandolo al viso per mezzo di una coppia di lacci o elastici che passano dietro alla nuca ed alla testa.

Sono mascherine del tipo “a tenuta”, ovvero, per svolgere la loro funzione in maniera efficace il bordo facciale della mascherina deve aderire perfettamente al viso dell’utilizzatore. Il dispositivo è solitamente dotato di una barretta metallica “stringinaso” che deve essere modellata al profilo del naso dell’operatore per garantirne la perfetta tenuta. È evidente che un facciale, anche se correttamente scelto per quanto riguarda l’adeguatezza del livello di protezione offerto, non è in grado di fornire la protezione per la quale è stato progettato se l’adattamento del bordo di tenuta al viso dell’operatore è in qualche modo compromesso”. Anche la presenza di barba o baffi è un elemento che compromette la tenuta e l’efficacia del facciale filtrante. Inoltre, indossare correttamente e per lungo tempo una maschera filtrante è faticoso, in quanto l’elemento filtrante introduce una difficoltà respiratoria. Per questo motivo, in caso di un utilizzo intensivo, sono raccomandati i facciali filtranti dotati di valvola espiratoria la quale si apre in fase di espirazione determinando un maggior comfort riducendo appunto la “fatica” di chi la utilizza. E’ bene chiarire che, se dotato di valvola espiratoria, il dispositivo non ha la stessa funzione filtrante nella fase espiratoria e quindi non è garantita la funzione “contenitiva” come invece viene svolta dalla mascherina chirurgica.

Ogni facciale filtrante marcato CE deve essere accompagnato dalla certificazione del rispettivo costruttore e dalle specifiche istruzioni per il corretto indossamento, il corretto utilizzo e l’eventuale manutenzione se del caso. Di seguito si propone un video che mostra il corretto indossamento delle mascherine 3M serie Aura. Le indicazioni possono essere utili anche per altre tipologie di facciali.


Caratteristiche tecniche dei facciali filtranti

Esistono facciali filtranti di diverse tipologie e prestazioni. Di seguito riportiamo una descrizione delle caratteristiche delle tre principali categorie che sono la FFP1, FFP2, FFP3. Le caratteristiche del facciale sono rilevabili sulle confezioni, sugli imballaggi nonché stampigliati direttamente sui dispositivi stessi nell’ambito della marcatura CE.

Facciale filtrante “FFP1”

Il facciale filtrante FFP1 filtra l’80% delle particelle ambientali con diametro maggiore o uguale a 0,6 micron (µm). Non è raccomandata per la protezione dagli agenti patogeni che si trasmettono per via aerea. Quindi potrebbe essere considerata a scopo contenitivo e sostitutivo della mascherina chirurgica.

Facciale filtrante “FFP2”

Il facciale filtrante FFP2 filtra il 95% delle particelle ambientali con diametro maggiore o uguale a 0,6 µm. Deve essere indossata dagli operatori sanitari e dalle persone che assistono individui infetti o potenzialmente infetti.

Facciale filtrante “FFP3”

Il facciale filtrante FFP3 filtra il 98-99% delle particelle ambientali con diametro maggiore o uguale a 0,6 µm. Deve essere indossata dagli operatori sanitari e dalle persone che assistono individui infetti o potenzialmente infetti, in particolare è raccomandata durante manovre che producono maggiore aerosolizzazione (intubazione, broncoaspirazione a circuito aperto, broncoscopia, etc).


Facciali filtranti prodotti in deroga alla norma generale

I facciali filtranti sono Dispositivi di Protezione Individuale che normalmente devono essere certificati e marcati CE in riferimento alla norma UNI EN 149:2009 la quale stabilisce caratteristiche, requisiti e metodi di prova che devono essere applicati ai dispositivi. Nell’attuale situazione di emergenza è possibile produrre ed utilizzare facciali filtranti prodotti in deroga alla norma generale senza necessità di alcuna dichiarazione di conformità alle norme UNI applicabili o marcatura CE. Per l’utilizzo di questi Dispositivi di Protezione Individuale a protezione dal Covid-19 in ambito ospedaliero, sanitario o assistenziale, è necessario che il produttore abbia ottenuto una autorizzazione da parte dell’INAIL ai sensi dell’art. 15 comma 3 del D.L. n. 18 del 17 marzo 2020 “Cura Italia”.



Procedura di vestizione e svestizione – Indicazioni per gli operatori esposti al rischio Covid-19

DPI considerati nell’equipaggiamento degli operatori esposti: due paia di guanti monouso; camice monouso idrorepellente con maniche strette ai polsi; cuffia per capelli monouso; visiera o occhiali protettivi riutilizzabili; mascherina di protezione FFP2-FFP3 monouso.

Procedura di VESTIZIONE, da effettuare in un locale “pulito” appositamente dedicato o in una “zona filtro”.

  1. Togliere ogni monile e oggetto personale quali anelli, bracciali, orologi, collane, ecc.;
  2. Praticare l’igiene delle mani con acqua e sapone o soluzione alcolica;
  3. Controllare l’idoneità e l’integrità dei dispositivi; non utilizzare DPI non perfettamente integri;
  4. Indossare un primo paio di guanti monouso;
  5. Indossare e fissare il camice monouso;
  6. Indossare il facciale filtrante ed effettuare una prova di tenuta;
  7. Indossare la visiera o gli occhiali di protezione;
  8. Indossare la cuffia;
  9. Indossare il secondo paio di guanti monouso coprendo i polsini del camice.

Procedura di SVESTIZIONE, da effettuare in un locale “sporco” appositamente dedicato o in una “zona filtro”.

  1. Rimuovere il camice monouso assieme al primo paio di guanti e introdurli nell’apposito contenitore dei rifiuti ospedalieri;
  2. Rimuovere la cuffia monouso e introdurla nell’apposito contenitore dei rifiuti ospedalieri;
  3. Togliere la visiera o gli occhiali ed avviarli a lavaggio e sanificazione per poterli riutilizzare;
  4. Rimuovere il facciale filtrante monouso senza toccare la parte frontale e introdurlo nell’apposito contenitore dei rifiuti ospedalieri ;
  5. Rimuovere il secondo paio di guanti monouso e introdurli nell’apposito contenitore dei rifiuti ospedalieri;
  6. Praticare l’igiene delle mani con acqua e sapone o soluzione alcolica.

fonte: Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della provincia di Trento



Come indossare e rimuovere correttamente la mascherina chirurgica

fonte: Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della provincia di Trento



Come indossare correttamente un facciale filtrante

fonte: 3M



Quando è necessario indossare la mascherina

fonte: World Health Organization



Il corretto uso delle protezioni facciali

Fonte: Dott. Giuseppe La Guardia



Come rimuovere in sicurezza i guanti potenzialmente contaminati

fonte: Dott. Andrea Galli – Istituto Auxologico Italiano


Evita le “fake news”: Consulta il sito del Ministero della Salute

Allarme Coronavirus e sicurezza sul lavoro

Classificato ufficialmente con il nome di SARS-CoV-2 il virus responsabile dei casi di COVID-19 (Corona Virus Disease) è arrivato a colpire anche l’Italia con un importante focolaio proprio in Lombardia.

SICUREZZA SUL LAVORO E DVR

Si ricorda a tal proposito che ci troviamo di fronte ad un rischio biologico per il quale il Datore di Lavoro è chiamato a valutare SE E’ IL CASO di mettere in atto delle misure a tutela dei propri lavoratori e delle altre persone.

Si ricorda che PER LE SOLE ATTIVITÀ IN AMBITO SANITARIO o soggette a maggior rischio la cosa deve essere presa in considerazione nell’ambito del documento di valutazione dei rischi ed il datore di lavoro è tenuto a adottare le misure più opportune a tutela della salute dei lavoratori e delle altre persone che frequentano a vario titolo il luogo di lavoro (aziende esterne, eventuale presenza di pubblico, ecc.). Tale valutazione deve essere effettuata dal Datore di Lavoro con la collaborazione del Servizio Prevenzione e Protezione. I Datori di Lavoro, rivestendo una posizione di garanzia sulla salute dei propri lavoratori, devono, in collaborazione con il Medico Competente ed il Servizio Prevenzione e Protezione, prendere in considerazione nelle valutazioni dei rischi la nuova minaccia e individuare di conseguenza le necessarie misure tra cui l’eventuale fornitura dei DPI (guanti, mascherine) ove necessario, la formazione degli addetti al primo soccorso, l’informazione dei lavoratori, la gestione dei rapporti con gli appaltatori, ecc. adottando le più opportune misure di prevenzione. In tal senso assume fondamentale importanza tener conto delle indicazioni che provengono dalla OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), dal Ministero della Salute e dalle Regioni.

Le misure da intraprendere per la gestione della situazione potranno variare in riferimento all’evoluzione dello scenario, tenendo conto della probabilità di diffusione del contagio sia nell’area di insediamento dell’azienda che nelle aree dove i lavoratori potranno essere inviati a svolgere la loro attività.

RISPETTO DELLE ORDINANZE MINISTERIALI

Innanzitutto il Datore di lavoro deve promuovere una adeguata informazione in merito al rispetto delle diverse Ordinanze Ministeriali e Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri che hanno introdotto una serie di misure restrittive tra le quali l’allontanamento immediato dal lavoro di qualunque lavoratore manifesti sintomi ascrivibili a quelli del Coronavirus (febbre, tosse, difficoltà respiratorie, sintomi simil -influenzali, raffreddamento, mal di gola) e interdizione per lo stesso al rientro al lavoro fino ad accertata negatività rispetto al virus o a completa guarigione.

Le misure di prevenzione e protezione da mettere in atto potranno inoltre comprendere:

ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE DEI LAVORATORI

Diffusione ed affissione in più punti in azienda di materiale informativo.

Proposta di avviso aziendale da esporre in bacheca

Opuscolo informativo da consegnare ai lavoratori

Diffusione ed affissione in più punti in azienda nonché nei servizi igienici e nelle mense e/o zone ristoro, del decalogo promosso dal Ministero della Salute e dall’ISS (28/02/2020). Tale manifesto dovrà essere sostituito quando dovesse essere emesso un similare ritenuto dalle autorità più aggiornato o più completo.

PROMOZIONE DI ADEGUATE MISURE IGIENICO SANITARIE

Affissione nei servizi igienici aziendali, nei pressi dei lavamani, nonché nelle mense e/o zone ristoro ove siano presenti lavandini, delle ISTRUZIONI GRAFICHE DI LAVAGGIO DELLE MANI;

Guarda il video: Come lavarsi le mani correttamente (fonte WHO)

Dotazione di dispenser distributori di igienizzante alcoolico per le mani agli ingressi aziendali, con cartello indicante la necessità di disinfezione delle mani all’ingresso della sede di lavoro (valido anche per l’ingresso di utenti esterni).

E’ stato dimostrato che il virus può depositarsi e rimanere attivo per ore, forse per giorni, su superfici venute a contatto con persone portatrici. Pertanto è importante curare la periodica igienizzazione degli ambienti con particolare cura alle superfici a contatto delle persone quali: organi di comando, telecomandi, attrezzi manuali, scrivanie, tastiere, mouse, telefoni e tablet, postazioni di front office, porte e relative maniglie, servizi igienici, ecc.

CONTROLLO DEGLI ACCESSI DI PERSONALE ESTERNO

Mettere in atto uno stretto controllo sugli accessi esterni (intesi come fornitori e/o appaltatori, corrieri e autisti), per la limitazione al minimo dei contatti con i propri lavoratori.

Controllare la provenienza di lavoratori (o di personale di ditte appaltatrici) e qualora provenienti dalle aree a rischio (si veda la mappa delle zone rosse) pretendere il rispetto delle restrizioni di cui all’Ordinanza Ministeriale.

PROTEGGERE I LAVORATORI

Adottare dei sistemi o migliorare le strutture a protezione dei lavoratori quali sportelli con vetri di protezione (ad esempio per triage ospedaliero, sportelli front-office ed attività dei servizi assistenziali a contatto con il pubblico). Tali superfici a contatto con il pubblico devono essere frequentemente disinfettate.

Fornire ai lavoratori a rischio i dispositivi di protezione individuale per evitare il contagio quali guanti monouso, mascherine chirurgiche, maschere respiratorie filtranti FFP2-FFP3, erogando quando necessario una adeguata informazione-addestramento sul corretto utilizzo (ad esempio per personale non sanitario e non già addestrato all’utilizzo). Si veda a tal proposito il fac-simile di lettera di consegna della maschera respiratoria. Si ricorda che l’utilizzo della maschera respiratoria filtrante FFP2 FFP3 è raccomandato in caso di contatto stretto CON PERSONE CHE PRESENTANO SINTOMI caratteristici dell’infezione quali: febbre, tosse, difficoltà respiratorie.

Uso di guanti in lattice monouso da parte degli operatori sanitari adottando adeguate procedure igieniche di vestizione e svestizione. L’utilizzo dei guanti monouso potrebbe essere esteso anche ai lavoratori che debbano interagire con materiali / prodotti da scaffale o permanentemente esposti alla clientela.

NOTE DELLA REGIONE LOMBARDIA

Si ritiene utile condividere le note della Regione Lombardia mediante le quali vengono date alcune indicazioni per la gestione del front office da parte degli uffici di pubblica utilità e dei servizi essenziali, utili al contenimento del contagio da COVID-19, e per la dotazione dei dispositivi di protezione individuale e la sorveglianza sanitaria degli operatori dei servizi pubblici essenziali.

– Nota del 27/02/2020 inviata al Prefetto

Per quanto riguarda i servizi sanitari ed i servizi essenziali, per quanto riguarda le attività di front-office a contatto con il pubblico si raccomandano le seguenti indicazioni utili al contenimento del contagio:
● areare i locali;
● organizzare il flusso di accesso allo sportello evitando che si creino affollamenti nei locali in genere cercando di mantenere la distanza tra le persone non inferiore ad 1 metro;
● favorire il rispetto di adeguate distanze di interlocuzione con l’utente;
● effettuare pulizia e disinfezione accurate giornalmente con particolare attenzione alle superfici ad alta frequenza di contatto.

– Documento redatto da Regione Lombardia, Direzione Welfare, del 27 febbraio 2020

Di seguito le indicazioni di sorveglianza in formato tabellare indicando che il CASO CERTO richiamato nella tabella “è da intendersi come caso positivo al tampone naso-faringeo per COVID-19 ed è distinto dal CASO CONFERMATO dall’Istituto Superiore di Sanità per infezione da SARS-CoV-2, indipendentemente dai segni e dai sintomi clinici)”.

MAGGIORE ATTENZIONE RIVOLTA ALLE CATEGORIE A RISCHIO

Una attenta e puntuale valutazione delle eventuali ulteriori azioni da mettere in atto per lavoratori appartenenti a fasce di popolazione sensibili rispetto al rischio (lavoratori oltre i 60 anni, lavoratori con nota immunodeficienza o che la dichiarino per la prima volta avvalorandola con atti).
Per precauzione rientrano nella categoria delle fasce sensibili anche le donne in stato di gravidanza, pur non essendoci ad oggi alcuna informazione di letteratura che indichi l’incidenza del virus sul feto (fonte: rivista medico scientifica ‘The Lancet’).

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Siamo di fronte ad un nuovo virus in fase di studio, abbiamo informazioni ancora non del tutto chiare ed in qualche caso contrastanti. Proprio per questo è necessaria la massima attenzione da parte di tutti. I sintomi più comuni della malattia provocata dal virus includono febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. Purtroppo essendo una malattia nuova ancora non esiste un vaccino e per realizzarne uno i tempi possono essere anche relativamente lunghi (si stimano 12-18 mesi).

Le statistiche ci dicono che la mortalità è stimata in circa il 3% degli ammalati ed i soggetti a rischio sono gli anziani ed i pazienti già debilitati. Nei pazienti sani il virus nella maggior parte dei casi determina una normale influenza, in qualche caso asintomatica. Purtroppo l’impennata dei nuovi contagi sta portando al collasso il sistema sanitario nazionale.

GLI EFFETTI DEL VIRUS – Il Sole 24 Ore

LE VIE DI CONTAGIO

Per quanto riguarda le vie di contagio sono in corso gli studi per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus. Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le  goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:
– la saliva, tossendo e starnutendo;
– contatti diretti personali (entro 1-2 metri);
– le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso, occhi e mucose;
– in casi rari il contagio pare possa avvenire anche attraverso la contaminazione fecale.

Recenti studi hanno dimostrato che il virus sopravvive sulle superfici per dei giorni. Quindi è importante disinfettare con prodotti a base di alcool etilico o di cloro (candeggina) le superfici che possono veire a contatto con le persone quali: maniglie e porte, interruttori ed organi d comando, telefoni e tablet, tastiere dei pc, telecomandi, rubinetti, servizi igienici. Anche ad esempio le altalene, le giostre, gli scivoli ed i giochi dei bimbi sono punti di possibile scambio e diffusione del virus tra le persone, principalmente attraverso le mani ed anche tra persone non contagiate. Ecco perché è fondamentale l’igiene delle superfici, lavarsi le mani in modo efficace e non toccarsi con le mani non sanificate, gli occhi, il naso e la bocca.

MISURE IGIENICHE

Dalle informazioni attuali le principali misure di prevenzione consistono nel rispetto delle norme igieniche, lavarsi le mani frequentemente durante il giorno anche con l’utilizzo più volte al giorno di prodotti igienizzanti per le mani a base alcolica. Igienizzare frequentemente le superfici che normalmente vengono a contatto con le persone. Non portare le mani a contatto con bocca naso e occhi, ovviamente evitare il contatto stretto con persone infette o che presentano sintomi simil-influenzali quali:
– febbre
– tosse
– difficoltà respiratorie

Eventualmente in caso di contatto stretto con queste persone, per il personale sanitario è necessario utilizzare in modo corretto una maschera respiratoria tipo facciale filtrante FFP2 o FFP3 (quest’ultima è raccomandata in caso di produzione di aerosol).

Per le persone ammalate e che presentano sintomi, oltre al rispetto delle norme igieniche è raccomandata la mascherina di tipo chirurgico in presenza di altre persone.

NUMERI UTILI

Il Ministero della Salute ha attivato un numero di pubblica utilità, il 1500, disponibile 24 ore su 24, con presenza di personale medico e infermieristico appositamente formato.

La Regione Lombardia ha istituito un numero verde unico: 800.89.45.45
Numero di pubblica utilità attivato dal Ministero della Salute: 1500

Di seguito alcuni link e documenti utili.

Dieci comportamenti da seguire – Scheda dell’ISS (28/02/2020)

Le risposte alle FAQ da parte del Ministero della Salute

Scheda informativa della Regione Lombardia

Poster con consigli per i viaggiatori di ritorno dalle aree a rischio

Gli effetti del virus – Il Sole 24 Ore

Informazioni fornite dall’ATS Brescia

Notizie dalla Regione Lombardia

Epicentro – Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto Superiore di Sanità

Proposta di avviso aziendale da esporre in bacheca

Opuscolo informativo da consegnare ai lavoratori

Fac-simile lettera di consegna maschera respiratoria

Glossario ISS


 

Evita le “fake news”: Consulta il sito del Ministero della Salute