Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori

E’ stato approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 21 settembre 2021 n. 127 che entra in vigore oggi, 22 settembre 2021, in sostanza confermando quanto già varato dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre scorso in merito all’introduzione dell’obbligo del Certificato Verde Covid-19 per i lavoratori, il cosiddetto “green-pass”, necessario per accedere a tutti i luoghi di lavoro. A partire dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021 (che ad oggi è il termine dello stato di emergenza), sarà infatti obbligatorio esibire il Certificato Verde Covid-19 per poter accedere ai luoghi di lavoro per tutti i lavoratori privati compresi i lavoratori autonomi nonché gli eventuali lavoratori esterni alle aziende, quali ad esempio manutentori, artigiani, professionisti e appaltatori in genere. Il lavoratore sprovvisto del Certificato Verde Covid-19, a partire dal 15 ottobre non potrà accedere ai luoghi di lavoro e verrà considerato assente ingiustificato senza retribuzione fino alla presentazione di una valida certificazione.

Controlli
I controlli sul corretto possesso del Certificato Verde Covid-19 sono demandati ai rispettivi datori di lavoro. Possibilmente tali controlli saranno da effettuarsi all’accesso al luogo di lavoro ed è prevista anche la possibilità di effettuare controlli a campione. Entro il 15 ottobre i datori di lavoro dovranno pertanto definire le modalità per l’organizzazione di tali verifiche. Il lavoratori che accedono ai luoghi di lavoro sprovvisti di un valido Certificato Verde Covid-19 o documentazione equipollente, sono passibili di provvedimenti disciplinari da parte dell’azienda.

Sanzioni
Il lavoratore che verrà sorpreso all’interno dei luoghi di lavoro senza un valido Certificato Verde Covid-19 rischia una sanzione amministrativa dai 600 ai 1.500 euro senza altre conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.  Le sanzioni per i datori di lavoro che non metteranno in pratica le misure di controllo previste entro il 15 ottobre vanno dai 400 ai 1.000 euro. Gli accertamenti delle violazioni potranno essere effettuati dalle autorità di pubblica sicurezza e le sanzioni verranno irrogate dal Prefetto.

Vaccinazioni
Si tenga presente che il green pass verrà generato a partire dal 12° giorno dopo la somministrazione della prima dose e sarà valido a partire dal 15° giorno fino alla dose di richiamo. Unica eccezione per i guariti dal Covid-19, per i quali il Certificato Verde Covid-19 viene attivato immediatamente, a partire dal giorno stesso della somministrazione della prima dose di vaccino.

Tamponi
In alternativa alla vaccinazione, per ottenere il Certificato Verde Covid-19 è possibile sottoporsi al tampone nasofaringeo o salivare. In questo caso il Green-pass ha una validità di 48 ore se si ottiene con il test rapido antigenico, mentre invece il tampone molecolare ha una validità di 72 ore. E’ prevista l’applicazione di un prezzo calmierato per i tamponi che verranno effettuati presso farmacie e le strutture convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e autorizzate dalle Regioni alla somministrazione dei test. I tamponi saranno gratuiti solo per chi è esentato dalla vaccinazione presentando apposita certificazione medica.

Chi controlla
I controlli sul corretto possesso del Certificato Verde Covid-19 sono demandati al datore di lavoro e possibilmente saranno da effettuarsi all’accesso al luogo di lavoro, anche a campione. Entro il 15 ottobre i datori di lavoro devono definire le modalità per l’organizzazione di tali verifiche. Il decreto prevede espressamente un atto di nomina formale con cui il datore di lavoro individui il soggetto o i soggetti incaricati di accertare il rispetto dell’obbligo Certificato Verde Covid-19 imposto dalla normativa.

Implicazioni sulla tutela della privacy
Sebbene il decreto non preveda nulla di esplicito in merito alle implicazioni sulla tutela dei dati personali sarà opportuno prendere in considerazione tale nuovo trattamento nell’ambito degli adempimenti di cui al GDPR. L’addetto al controllo incaricato dal datore di lavoro dovrà essere considerato un autorizzato al trattamento da parte di quest’ultimo, dovrà ricevere precise istruzioni sui limiti a cui il trattamento dei dati contenuti nel Green pass è soggetto. Sarà quindi opportuno formalizzare un atto di designazione del controllore incaricato quale lavoratore “autorizzato al trattamento”, avendo cura di chiarire formalmente le modalità attuative concrete con cui il controllore dovrà effettuare le verifiche ed in che modo registrarne l’esito. Inoltre sarà opportuno definire la procedura da applicarsi in caso di esito di verifica negativa del Green pass o di mancanza dello stesso, avendo cura di garantire il diritto alla riservatezza e dignità del lavoratore. E’ pertanto auspicabile infine una integrazione dei documenti privacy in uso alle aziende, quali il registro dei trattamenti e l’informativa sulla privacy per i lavoratori dipendenti, anche redigendone una ad hoc e apponendola in bacheca o in prossimità del luogo in cui l’addetto effettua la verifica.

Chiarimenti attesi
Siamo in attesa dei preannunciati chiarimenti tecnici da parte del Governo che dovrà emanare delle specifiche linee guida operative a supporto delle aziende.

 

Link a collegamenti esterni

App VerificaC19 – Informazioni per gli operatori

 

Aggiornato l’elenco degli agenti cancerogeni in ambito lavorativo

Con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministro della Salute dell’11 febbraio 2021 è stata recepita la direttiva UE 2019/130 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 gennaio 2019 nonché la direttiva UE 2019/983 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019, che modificano la direttiva CE 2004/37 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.
Pertanto sono stati sostituiti gli Allegati XLII e XLIII al D.Lgs. n. 81/2008, il cui contenuto è stato allineato alle recenti disposizioni introdotte.

Tra le modifiche introdotte si evidenziano:

Allegato XLII – aggiunta nella lista delle Sostanze, Miscele e processi, i riferimenti a:

  • Lavorazioni comportanti penetrazione cutanea negli oli minerali usati nei motori a combustione interna (voce 7)
  • Lavorazioni comportanti l’esposizione alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel (voce 8)

Allegato XLIII – modifica sostanziale dell’elenco, in particolare quelli che hanno effetti sulla cute vengono maggiormente differenziati. Sono stati inseriti ex novo agenti come:

  • Berillio
  • Acido arsenico
  • Formaldeide
  • Emissioni dei gas di scarico dei motori diesel
  • Miscele di idrocarburi policiclici
  • Oli minerali usati nei motori a combustione interna

Ne consegue che le attività lavorative che comportano la presenza di tali sostanze, miscele e processi sono invitate a rivedere il proprio documento di valutazione del rischio in collaborazione con il Medico Competente, con particolare attenzione alla valutazione del rischio chimico-cancerogeno.

 

Rischi cancerogeni – Modificato il D.Lgs. 81/2008

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. n. 44/2020, a partire dal prossimo 24 giugno l’Italia recepisce la direttiva UE 2017/2398 per quanto riguarda la protezione dei lavoratori da agenti cancerogeni e mutageni introducendo 11 nuove sostanze cancerogene nell’allegato XLIII del D.Lgs. 81/2008, introducendo 1 nuovo processo nell’Allegato XLII del D.Lgs. 81/2008, modificando inoltre il comma 6 dell’Art. 242 del D.Lgs. 81/2008.

Sostanzialmente si introducono delle ulteriori misure di informazione dei lavoratori e di sorveglianza sanitaria dopo la cessazione del rapporto di lavoro per i lavoratori esposti (art. 242 c. 6), oltre ad introdurre nuove sostanze, miscele e processi lavorativi con relativi valori limite da rispettare.

In particolare si evidenzia che all’allegato XLII è stato introdotto il punto 6:
  • 6. Lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione
ed all’allegato XLIII sono stati tabellati ed introdotti dei valori limite di esposizione per:
  • Composti di cromo VI
  • Fibre ceramiche refrattarie
  • Polvere di silice cristallina respirabile
  • Ossido di etilene
  • 1,2-Epossipropano
  • Acrilammide
  • 2-Nitropropano
  • O-Toluidina
  • 1,3-Butadiene
  • Idrazina
  • Bromoetilene
Con l’entrata in vigore del decreto scattano quindi dei nuovi obblighi di valutazione dei rischi per le aziende interessate ai nuovi procedimenti ed alle nuove sostanze introdotte, nonché di informazione dei lavoratori e di sorveglianza sanitaria per un periodo di tempo ritenuto sufficiente a partire dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Lo studio è come sempre a disposizione per eventuali ulteriori informazioni o chiarimenti.